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ICF: Classificazione Internazionale del Funzionamento

Cos'è l'ICF?
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Cos'è l'ICF?

La Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (in inglese International Classification of Functioning, Disability and Health; in sigla, ICF) è un sistema di classificazione della disabilità sviluppato dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). E' stata pubblicata nel 2001 e nella versione per bambini ed adolescenti nel 2007 (ICF-CY). La traduzione italiana della versione OMS del 2001 è stata realizzata dalla casa editrice Erickson. L'ICF viene aggiornata annualmente dall'OMS. La traduzione italiana degli aggiornamenti prodotti dall'OMS viene curata dal Centro collaboratore italiano dell'OMS per la Famiglia delle Classificazioni internazionali, che le pubblica sul Portale italiano delle classificazioni sanitarie. E' una delle tre classificazioni di riferimento dell'OMS, insieme alla Classificazione internazionale statistica delle malattie e dei problemi sanitari correlati (ICD) giunta alla decima revisione (ICD-10) e alla Classificazione internazionale degli interventi sanitari (ICHI), in corso di sviluppo. L'OMS le ha sviluppate per poter raccogliere e scambiare in modo unitario e standard le informazioni sulle malattie, sul funzionamento e sugli interventi sanitari. Descrive il “funzionamento umano” attraverso una prospettiva bio-psico-sociale, pertanto,  sia il funzionamento che la disabilità sono visti come una complessa interazione tra le condizioni di salute dell'individuo e i fattori ambientali e personali. La classificazione li considera aspetti dinamici e in interazione tra loro, modificabili nel corso della vita di un individuo e pertanto mai uguali a se stessi. Siccome l'ICF intende la disabilità come interazione tra persona con una condizione di salute e contesto, il modello descrittivo proposto dall'ICF è applicabile a tutte le persone con una qualche condizione di salute. I termini che l'ICF ordina sono neutri rispetto all'eziologia delle malattie.
ICF nella normativa scolastica
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ICF nella normativa scolastica

In ambito scolastico, le Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità (MIUR, 4 agosto 2009) fanno esplicito riferimento al modello dell’ICF, come pure la Direttiva ministeriale sui Bisogni Educativi Speciali (27/12/2012). Il DLgs. n. 66/2017, relativo alle Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, prescrive di fatto l’adozione del modello ICF nelle scuole di ogni ordine e grado per gli alunni con disabilità.
Come è composta l'ICF?
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Come è composta l'ICF?

L'ICF si divide in due parti, ciascuna composta da due componenti: Parte 1: Funzionamento e Disabilità Vengono classificate Funzioni e Strutture corporee, in otto distinti capitoli e Attività e Partecipazione, in nove distinti capitoli. Parte 2: Fattori Contestuali Vengono classificati i Fattori Ambientali, in cinque distinti capitoli. Questa parte comprende anche i Fattori Personali, che al momento non sono classificati.  

ICF

Cosa sono i Qualificatori dell'ICF?
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Cosa sono i Qualificatori dell'ICF?

L'OMS ha sviluppato inoltre un sistema per descrivere l'entità dei problemi a livello delle funzioni e delle strutture corporee, delle attività e della partecipazione e dei fattori ambientali. Tale sistema prevede di usare i cosiddetti qualificatori che permettono di chiarire se esiste un problema e quanto sia importante: un valore di qualificatore pari a 0 descrive l'assenza di problema, mentre il valore pari a 4 descrive un problema completo. I qualificatori principali della componente Attività e Partecipazione sono "Performance" e "Capacità". Il qualificatore Performance descrive la difficoltà con cui viene realizzata un'attività tenendo in considerazione i fattori ambientali che influenzano tale svolgimento. Il qualificatore Capacità descrive la difficoltà con cui viene svolta un'attività in assenza di fattori ambientali specifici o adattati. Per ogni attività considerata nella valutazione di un individuo, I due qualificatori principali devono essere indicati. Fondamentale è poter analizzare e descrivere l'effetto dei Fattori ambientali. L'ICF permette di descrivere Fattori ambientali Facilitatori e Fattori ambientali Barriera.
Qual è la novità dell'ICF?
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Qual è la novità dell'ICF?

Mentre nelle altre classificazioni (ICD.10 e DSM5) nella quale vengono classificate le condizioni di salute in quanto tali (malattie, disturbi, lesioni ecc.), nell’ICF vengono invece classificati il funzionamento e la disabilità associati alle condizioni di salute. Attualmente, il concetto di salute elaborato dall’OMS si è evoluto dal significato di “assenza di malattia” ad un concetto più articolato e complesso che fa riferimento alla tensione verso una piena armonia e un sano equilibrio fisico, psichico, spirituale e sociale. Ne consegue che, alla definizione dello stato di salute di un individuo, concorre non solo l’esame clinico ed obiettivo della persona (assenza di malattia, disturbi o lesioni...) ma anche l’insieme delle dimensioni del funzionamento umano (fisico, psicologico, personale, familiare e sociale) unitamente all’ambiente in cui si svolge la sua vita. Questo significa che:

  • La salute non riguarda solo alcune parti di un individuo (fegato, polmoni..) ma è uno stato di piena forma dell'intera persona;
  • La salute è essenzialmente legata al funzionamento umano a tutti i livelli (biologico, personale e sociale);
  • La salute non può essere separata dal contesto o ambiente in cui la persona vive.
  • La salute interagisce con l'ambiente e l'ambiente interagisce con la salute. 

Al cambiamento di visione corrisponde anche una modificazione del lessico utilizzato:

ICFnews

Cos'è il modello bio-psico-sociale?
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Cos'è il modello bio-psico-sociale?

L’ICF si basa sul cosiddetto modello bio-psico-sociale della disabilità, derivante dall’integrazione del modello “medico” e quello “sociale”, due modelli concettuali opposti tra di loro. Il primo vede la disabilità come un problema dell’individuo, causato direttamente da malattie, traumi ecc., che necessita dunque di interventi che mirano alla cura delle condizioni che comportano la disabilità oppure ad un adattamento da parte della persona. Secondo il modello sociale, invece, la disabilità è in primo luogo creata dalla società e deriva da un problema di integrazione in quest’ultima. La disabilità, quindi, non è la caratteristica di un individuo, ma piuttosto il risultato di una complessa interazione di condizioni, molte delle quali sono create dall’ambiente sociale. Ne consegue che è necessario intervenire con azioni volte a favorire l’integrazione delle persone in tutte le sfere della vita sociale. L’ICIDH non poteva rispecchiare in modo adeguato il modello bio-psicosociale perché non teneva minimamente conto del ruolo che gioca l’ambiente fisico o sociale nel contesto della disabilità. Essa considerava il mondo fisico e sociale come fisso e immutabile e non riconosceva dunque l’esistenza di barriere o facilitatori sociali, fattori questi che sono invece all’origine della disabilità. Con l’ICIDH era possibile definire il livello di capacità di un individuo, ma risultava impossibile determinare se questa capacità fosse il risultato di un intervento sulla persona (grazie alla riabilitazione, per esempio) o se fosse, al contrario, il risultato di un intervento sull’ambiente fisico o sociale.

ICF2

Cosa si intende per Capacità e Performance?
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Cosa si intende per Capacità e Performance?

La capacità è ciò che una persona può fare ed è una caratteristica intrinseca di quella persona. Essa quindi è indipendente dall'ambiente e descrive il funzionamento della persona in un ambiente neutro rispetto all’attività, che quindi non facilita e non ostacola. Indica il più alto livello probabile di funzionamento che una persona può raggiungere in un momento determinato in un dominio, nella componente di Attività e Partecipazione. La capacità viene misurata in un ambiente standard e uniforme e valuta il grado di difficoltà che una persona avrebbe in una situazione standard, ovvero in assenza di facilitatori o barriere.

La performance è invece ciò che una persona effettivamente fa. Essa appare quindi come risultato dell’interazione dei fattori ambientali sul funzionamento, ed è quindi strettamente dipendente dall'ambiente. La performance descrive quello che l’individuo fa nel suo ambiente attuale e reale, e quindi introduce l’aspetto del coinvolgimento di una persona nelle situazioni di vita. Tramite essa, è possibile valutare il grado di difficoltà incontrato dalla persona nello svolgere attività e azioni di partecipazione alla vita sociale nei suoi contesti di vita abituali con i sostegni in atto.

Qualificatori

Cosa sono Barriere e Facilitatori?
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Cosa sono Barriere e Facilitatori?

Le barriere sono ostacoli all’attività e la partecipazione della persona. Nell’ambito dei fattori ambientali, sono dei elementi che, con la loro presenza o assenza, limitano il funzionamento e creano disabilità.

I facilitatori sono elementi, costrutti, strumenti che favoriscono o sostengono l’attività e la partecipazione. Nell’ambito dei fattori ambientali di una persona, sono dei elementi che, mediante la loro presenza o assenza, migliorano il funzionamento e riducono la disabilità. I facilitatori possono evitare che una menomazione o una limitazione delle attività divengano una restrizione della partecipazione, dato che migliorano la performance di un’azione, nonostante il problema di capacità della persona.

Come è cambiato l'approccio alla disabilità negli anni?
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Come è cambiato l'approccio alla disabilità negli anni?

  1. Approccio di rifiuto: disabilità intesa come una punizione divina o una sfortuna di cui liberarsi
  2. Approccio caritativo assistenziale (anni ‘20): disabilità intesa come conseguenza di un danno di cui nessuno ha colpa. Prevalgono sentimenti di pietà e comportamenti assistenziali
  3. Approccio medico (anni ‘60): disabilità intesa come conseguenza di un danno alla salute. L’attenzione ricade sulla patologia e i comportamenti sono di tipo riabilitativo
  4. Approccio all’integrazione (anni ‘70): disabilità intesa come una parte della società, da integrare. L’attenzione ricade sulle difficoltà del soggetto, i comportamenti sono di aiuto
  5. Approccio sociale (anni 2000): disabilità intesa come condizione umana che porta a rischio di discriminazione sociale. L’attenzione è posta alla situazione e i comportamenti sono atti a rimuovere eventuali barriere
  6. Approccio ICF (2007): la salute non è assenza di malattia (bio) ma benessere (psico) e inclusione (sociale). Non dipende dalla persona né dal contesto, ma dall’incontro dei due

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